Le vitamine sono sostanze organiche che il nostro organismo non è in grado di produrre oppure le produce, ma in quantità molto inferiore a quella necessaria. Sono essenziali per permettere lo svolgimento di tutta una serie di funzioni metaboliche, cioè le reazioni chimiche che fanno sì che il nostro organismo ricavi energia dagli alimenti, cresca, si difenda dalle aggressioni esterne: in poche parole ci servono per vivere.

Se non introduciamo nell’organismo quantità sufficienti di vitamine, potremo avere disturbi da carenza vitaminica. Nel caso delle vitamine liposolubili (come la vitamina A) , che si accumulano nei tessuti, si può avere anche la patologia opposta, cioè la ipervitaminosi.

Cos’è la vitamina B1

La vitamina B1 o tiamina fa parte del cosiddetto complesso B, cioè l’insieme di 8 vitamine (B1, B2, B3, B5, B6, B8, B9 e B12) diverse per struttura e funzioni specifiche, ma accomunate dal fatto di intervenire nei processi che permettono al nostro organismo di trasformare il cibo in energia.

Il nostro organismo produce piccolissime quantità di vitamina B1, o meglio lo fanno alcuni batteri presenti nella normale flora intestinale, ma le quantità prodotte sono insufficienti al fabbisogno dell’organismo stesso, pertanto la tiamina deve essere assunta con gli alimenti.

La vitamina B1 è stata la prima del complesso B ad essere identificata e la cui carenza è stata associata a una specifica patologia, il beriberi, che nel diciannovesimo secolo era molto diffusa in Estremo Oriente a causa – come si scoprì in seguito – della diffusione nell’alimentazione del riso brillato, cioè privato del rivestimento esterno e lucidato. La brillatura rende il riso più maneggevole e meno soggetto alla degradazione, ma lo priva anche dello strato che contiene la maggior parte delle vitamine.

A cosa serve

La tiamina è essenziale per il corretto metabolismo dei carboidrati, in quanto funge da coenzima, cioè aiuta il lavoro degli enzimi che trasformano i carboidrati in energia.

Inoltre, la vitamina B1 è necessaria per la sintesi dell’emoglobina nel sangue, e per la produzione di acido gamma-amminobutirrico (GABA), che è uno dei principali neurotrasmettitori presenti nel sistema nervoso centrale.

Quanta ne serve

La quantità di vitamina B1 necessaria all’organismo dipende molto dalla dieta, in particolare da quanti carboidrati si assumono. In ogni caso, nell’adulto si consiglia un apporto giornaliero minimo non inferiore a 1 mg.

Il fabbisogno aumenta durante la gravidanza e l’allattamento. Particolare attenzione, poi, va riservata alle persone anziane, sia perché spesso tendono ad alimentarsi con meno attenzione, sia perché all’aumentare dell’età l’organismo diventa man mano meno efficiente nell’utilizzare la tiamina.

Dove si trova

La vitamina B1 è ampiamente diffusa sia negli alimenti di origine animale (carne di maiale, fegato, molluschi, salmone, uova) che nei vegetali: cereali integrali, legumi secchi, germe di grano, noci, semi essiccati, ma anche patate e altre verdure, lievito di birra sono tutti alimenti che ne sono ricchi.

A differenza di altre vitamine, quindi, il problema della carenza non è causato tanto dalla disponibilità della sostanza nei cibi, quanto dal fatto che la tiamina è molto sensibile al calore e viene facilmente degradata dalla cottura, mentre invece è stabile al congelamento e in soluzione acida.

Quando si può avere carenza di vitamina B1

In assenza di patologie e se si segue un’alimentazione equilibrata, la carenza di vitamina B1 non è un evento probabile. La tiamina, però, essendo una sostanza idrosolubile, viene eliminata molto facilmente dall’organismo e non si accumula, perciò i primi sintomi di una eventuale carenza si possono manifestare già dopo poco tempo dall’insorgenza della stessa.

Alcuni eventi e/o patologie possono favorire una carenza di vitamina B1:

  • aumento del metabolismo basale, ad esempio a causa dell’ipertiroidismo
  • patologie gastrointestinali quali la diarrea cronica e altre patologie croniche dell’apparato digerente, che possono provocare malassorbimento
  • alcolismo cronico e/o patologie croniche a carico del fegato
  • disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia e la bulimia

Anche i grandi fumatori, le persone convalescenti da malattie o ferite gravi, i grandi consumatori di tè e caffè e chi assume la pillola anticoncezionale, pur non presentando patologie, dovrebbero tenere sotto controllo i livelli di vitamina B1, poiché tutte queste situazioni sono in grado di provocarne una sensibile diminuzione.

Sintomi da carenza

Per quanto riguarda i sintomi di una carenza di vitamina B1, le forme più lievi sono caratterizzate inizialmente da irritabilità, spossatezza, calo del tono muscolare, insonnia, inappetenza, difficoltà di concentrazione.

Nei casi più gravi, quando la carenza è importante e prolungata nel tempo, il sistema nervoso viene interessato in modo più profondo, con disturbi agli arti che comprendono sia dolore che perdita di sensibilità. Si può avere, inoltre, perdita di memoria e perdita grave del tono muscolare, fino a raggiungere la paralisi di uno o più arti. Si possono avere anche sintomi quali depressione e apatia. Questa sintomatologia nel suo complesso viene indicata tradizionalmente come beriberi secco.

Anche il sistema cardiovascolare può essere interessato dalla carenza di vitamina B1, con sintomi che vanno dalla tachicardia, all’alterazione del quadro elettrocardiografico, fino ad arrivare, nei casi più gravi, allo scompenso cardiaco. Quando la sintomatologia cardiaca prevale su quella neurologica, si parla di beriberi umido. In entrambi i casi, la terapia consiste nella somministrazione di alte dosi di tiamina.

Quando fa male

Essendo una vitamina idrosolubile, la probabilità di un sovradosaggio da vitamina B1 è molto bassa: in caso di assunzione di quantità superiori ai 15 mg, l’eccesso non viene assorbito dall’intestino e, in ogni caso, la quota assorbita e non utilizzata viene espulsa per via urinaria.

In casi molto rari, provocati, ad esempio, da abuso di integratori e/o malfunzionamento dei reni, i sintomi sono ipereccitabilità, nervosismo e reazioni allergiche.

Vitamina B1: cos’è, perché fa bene, dove trovarla
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